Milano
- Firenze in 4 tappe
5-8 agosto 2003
Eccomi
qui, domenica sera 3 agosto, dopo essere tornato da una settimana trascorsa
a Lampedusa, a decidere come continuare le vacanze e, in un momento, vedo
concretizzarsi l'idea un po' pazza e romantica che mi girava in testa: trascorrere
4 giorni in un giro solitario con la mia nuova bici con bagagli appresso e
senza una meta precisa, solo andare in direzione sud.....
Il lunedì lo trascorro comprando tutto il necessario: portapacchi, borse,
ruote da strada, sali minerali, ecc.
Martedì
5 agosto
Milano-Pavia-Piacenza
km:108, media: 26km/h, percorso: pianeggiante, difficoltà: 1 (max 3)
Partenza
alle 8.30 da Milano. Dopo circa 40km arrivo a Pavia e decido di fermarmi,
sopra tutto a causa del caldo insopportabile, in un prato nei pressi del
Ponte
Coperto sul
Ticino,
rifacimento del preesistente ponte trecentesco, distrutto durante la seconda
guerra mondiale
.
Mi compro una focaccia e della frutta fresca che in questa stagione non deve
mai mancare. Nei pressi del fruttivendolo faccio conoscenza con la prima delle
molte persone con cui avrò occasione di parlare in questi giorni. E' un simpatico
ragazzo napoletano che, con la sua scassata e vecchia bici, è venuto anche
lui da Milano per una gita. Non mi dimenticherò mai le parole che mi disse:
"diversi anni fa anch'io ho fatto come te una vacanza con la bici ed
ancora oggi mi ricordo ogni chilometro, ogni ponte, ogni persona che ho incontrato
nel mio cammino, vedrai sarà fantastico!".
Dopo Pavia in direzione Piacenza il panorama varia e le risaie lasciano il
posto ai primi vitigni dell'oltrepo' . Ho fatto il conto che arrivando a Piacenza
avrò percorso a fine giornata più di 100km che per il primo giorno possono
anche bastare.
Giunto
a Piacenza, non avendo prenotato nulla mi ritrovo a chiedere ad un gruppo
di tassisti
dove
alloggiare e mi indirizzano verso un motel della periferia, il fantomatico
e losco motel K2!! Mangiata una pizza nell'unica pizzeria di Piacenza aperta
mi butto a letto distrutto.
Mercoledì
6 agosto
Piacenza-Castell'Arquato-Bardi-Cereseto
Km: 96, media: 19km/h, percorso: prima parte pianeggiante poi passo Pellizzone
(1.029m.) e sali scendi continui, difficoltà: 2
Appena partito da Piacenza a causa del pesante traffico, decido di lasciare
la Via Emilia che mi avrebbe dovuto portare ad incrociare la statale per il
Passo della Cisa e devio sulla destra in direzione Castell'Arquato.
Si passano campi di pomodori maturi e la strada inizia a salire piano piano.
Passo
da Castell'Arquato, antico borgo medioevale. A Vernasca incrocio la Via Frangigena
e
visito la Pieve del paese.
La salita al primo vero passo (Pellizzone 1.029m.)
mi
fa capire quanto costante debba essere la mia pedalata per non andare in affanno
sotto il peso mio della bici e dei bagagli: ci vuole molta pazienza e calma.
Dopo la salita mi fermo a Bardi e visito la Rocca della famiglia Landi.
Qui un simpatico signore mi segnala che a
Cereseto, a qualche km da Bardi, si trova una trattoria con annesso
servizio affitta camere. Si tratta della Trattoria Solari (fraz. Compiano,
tel. 0525824801,
www.trattoriasolari.it)
che
consiglio a tutti (35€ per dormire e mangiare 2 primi e 3 secondi e vino a
volontà!!!!)
Giovedì
7 agosto
Cereseto-Pontremoli-Marina di Massa
km:115, percorso: si fanno 2 passi (Colla 1.000 m. e Bratello 950 m.), difficoltà:
3
Parto troppo tardi ed il sole mi attanaglia da subito nella sua morsa infuocata.
Supero il Passo Colla (1.00 m.)
quasi subito essendo già in alto. In discesa mi colpiscono diverse immagini
bucoliche
che mi lasciano senza fiato.
Affronto poi la salita verso Passo Bratello (950 m.).
La salita è continua ed impegnativa e anche l'ora centrale non mi agevola
di certo.
Per
il pranzo faccio tappa a Pontremoli dove alla destra della chiesa in piazza
posso godermi dei fantastici testaroli (tipica pasta che si può mangiare solo
in questa zona) nella Trattoria Da Bussè (23€ per primo, secondo, contorno,
dolce e acqua: vivamente consigliato anche per via dell'obbligatorio dolce
denominato"sexy" preparato dalle sapienti mani del proprietario).
Dopo
Pontremoli prendo il primo acquazzone che mi rinfresca ma mi sporca tutta
la bici ed i bagagli in quanto, passando per un lungo tratto dove si svolgono
dei lavori stradali, le ruote sollevano molto fango lasciato a terra dai mezzi
pesanti che trasportano la terra di risulta.
L'ipotizzata direzione Garfagnana che avrei dovuto prendere da Aulla lascia
il posto per il mare della Versilia. Andando verso il mare la bici sembra
volare da sola e l'aria calda mi accoglie benevola e rassicurante asciugando
piacevolmente i vestiti inzuppati. Stop a Marina di Massa: vedere un po' di
turisti non fa male.....
Venerdì
8 agosto
Marina di Massa-Pisa-Firenze
km: 140, percorso: pianeggiante, difficoltà: 2 (per i molti km)
Ed eccomi al lungo, interminabile giorno conclusivo. Ormai ci sono, non mi
posso lasciare sfuggire la meta di arrivo ipotizzata: Firenze, anche se si
trova a circa 140km!!
Passo
in maniera fugace da Pisa
godendomi 6 albicocche e 3 pesche noci di seguito all'ombra della Torre con
qualche straniero che osserva la mia voracità incuriosito.
Giungo
a Firenze verso le 16.30. Foto ricordo in centro,
e scopro mio malgrado che da Firenze non partono più treni con trasporto bici
fino alle 4.00 della mattina seguente: il mondo mi cade addosso anche perché
sono distrutto e non ho alcuna intenzione di farmi "pelare" da un
costosissimo hotel 5 stelle di Firenze!
E così mi ritrovo a dover riempire quasi 12 ore. Vado a godermi gli ultimi
raggi di sole di questa splendida giornata al Parco delle Cascine, splendido
polmone verde a pochi passi dal centro cittadino. Mi sistemo alla bellèmeglio
(si scrive così?)
e appena fa buio sento della musica provenire da una villa che si trova nel
parco: è una festa, per la precisione un aperitivo con musica lounge ed acid
jazz con possibilità di
bagno piscina: LA FORTUNA MI ASSISTE.
Rimango lì fino alla 1.40 e poi giro per il centro della città finalmente
senza un turista.
Tiro
l'ora della partenza e salgo, distrutto, sul treno che mi porterà prima a
Bologna e poi da lì a Milano.
Ed
il viaggio si conclude di fronte alla Stazione Centrale di Milano, sicuramente
stanco, ma molto, molto soddisfatto.
CONCLUSIONI
Fare più di 100km al giorno (per un totale di 459 in 4 giorni) non è cosa
da poco, specialmente se si considera il peso totale da spingere e le diverse
salite che si devono per forza affrontare. Uno sforzo del genere lo consiglio
solo ai più allenati e comunque se si soffre del caldo, sarebbero preferibili
periodi dell'anno più freschi oppure ci si dovrebbe fermare almeno nelle ore
più calde della giornata (per inciso io non mi sono mai fermato per molto
se si esclude nella prima tappa ed per i rifornimenti di acqua sotto forma
di doccia o di borraccia scolata in un unico sorso).
Che dire, è stata un'esperienza unica che mi ha segnato positivamente grazie
alle persone sempre disponibili che ho incontrato, grazie al tempo che non
mi ha scaricato acqua addosso (anche se erano i giorni più caldi dell'anno
in tutta Italia), grazie alle strade specialmente a quelle poco trafficate
sugli Appennini che mi hanno permesso veramente di immergermi anima e corpo
in questa breve ma intensa avventura. E l'anno prossimo si replica magari
scomodando dalle loro poltrone alcuni amici che hanno lasciato crescere quel
giusto di pancetta da trentenne...
E comunque ricordatevi sempre questo motto ideato da
G. D'Annunzio come sua interpretazione della sigla MAS dei motoscafi armati
per la caccia ai sommergibili, un po' forte forse, ma che mi piace molto e che mi ha caricato nei momenti difficili del
viaggio: "MEMENTO
AUDERE SEMPER"!!!
Ciao
Max